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Passeggiate a cavallo sul Gargano: i percorsi panoramici meno conosciuti dai turisti

📅 30 Agosto 2026✍️ di Damiano Ciavarella⏱️ 5 min di lettura

Vivo il Gargano da figlio di San Giovanni Rotondo e da organizzatore di eventi nelle masserie. Quando non impianto palchi tra fisarmoniche e tarante, accompagno gruppi a cavallo sui percorsi che i bus turistici non vedono. Qui sotto condivido tracciati, accortezze e soste buone: materiale pratico per partire davvero, rispettando ambiente e animali. Una premessa doverosa: molti tratti ricadono nel Parco nazionale del Gargano e in aree Rete Natura 2000. Muoviamoci con discrezione, restando su piste esistenti e tenendo il passo corto dove la natura è più fragile.

Percorsi panoramici fuori rotta

I tratti che consiglio evitano i viali affollati e puntano a muretti a secco, vecchi jazzi e belvedere naturali. Sono itinerari a bassa e media difficoltà, perfetti per mezza giornata con soste saporite in masseria.

Ulivi di Carpino e i terrazzi sul Varano

Si parte dalle colline a monte di Carpino, tra ulivi secolari che disegnano gradoni sulla laguna. Il terreno è calcareo, drenante, ideale per il cavallo anche dopo una pioggia leggera. Si segue una carrareccia larga che attraversa muretti e piccoli pagliai di pietra fino a un balcone naturale sul Lago di Varano: panorama pieno, mare, canneti e, se siete mattinieri, aironi in volo.

Mi è capitato di recente di guidare una coppia al tramonto: passo calmo in salita, poi sosta asciutta con pane di grano arso e caciocavallo delle masserie locali. Rientro in notturna leggera, frontale in tasca e cavalli tranquilli: esperienza semplice ma che resta.

Consiglio pratico: tenete la traccia sul cellulare ma fidatevi del terreno. Dove gli ulivi stringono, scendete e accompagnate per pochi metri: guadagnate tempo e sicurezza.

Tra Stignano e i belvedere di Rignano

Il comprensorio tra San Marco in Lamis, Stignano e i crinali sopra Rignano è un susseguirsi di vecchie carbonaie e tratturi. Il percorso che uso parte da un nucleo rurale a valle, sale con pendenza regolare su sterrata pulita e si apre su un balcone che guarda il Tavoliere. Il vento ripulisce l’aria, il profilo del Gargano si legge netto.

Un lettore mi ha chiesto come affrontare i brevi tratti pietrosi in discesa: stringo la martingala un foro, tallono poco e lascio che il cavallo scelga il passo. Se la pietraia è viva, scendo. In gruppo si passa uno alla volta, senza fretta: si evita l’effetto mandria.

Pini e dune oltre Ischitella

All’alba, dietro il cordone sabbioso tra Ischitella e il Varano, ci sono piste antincendio perfette per il passo lungo. Profumo di pino e salsedine, sabbia compatta nelle ore fresche. Attenzione però: le dune sono delicate e ospitano nidificazioni. Restate sulle piste segnate e informatevi sulle finestre stagionali. Lontano dalla battigia e dai nidi, il cavallo cammina sereno e l’ambiente ringrazia.

Tenete un orecchio agli avvisi comunali: in estate alcune ordinanze vietano transiti vicino alle spiagge nelle ore calde. Meglio partire prestissimo e rientrare quando il sole picchia.

Sopra le falesie tra Mattinata e Vignanotica

Le scogliere sono per gli occhi, non per gli zoccoli. Il trucco è stare una linea dentro: tra le pinete e i tavolati carsici che corrono paralleli alla costa. Qui si cavalca su terra rossa e roccia viva, con finestre sul bianco delle falesie. Soste in ombra e qualche allungo dove il fondo lo consente. Mai avvicinarsi ai cigli: il vento inganna le distanze e il terreno può cedere.

Per chi vuole fotografare, programmate il golden hour. Legate i cavalli a distanza di sicurezza, sempre in coppia, e scegliete un punto largo per smontare senza intralciare il sentiero.

Checklist operativa per partire domani

  • Orario: alba o tardo pomeriggio in estate; pieno giorno solo in inverno.
  • Fondo: ferro in ordine; se il cavallo è sensibile sulla pietra, valutate scarpette.
  • Acqua: 1,5 litri a persona + riserva per l’animale; punti sorgente non garantiti.
  • Traccia: GPX su telefono e cartina cartacea di riserva in bisaccia.
  • Soste: prenotate in masseria per tagliere e punto acqua; portate contanti.

Errori tipici da evitare

  • Sopravvalutare i chilometri: sul calcare del Gargano 12 km con dislivello valgono 18 in pianura.
  • Entrare nelle lame dopo pioggia: l’argilla lucida è una saponetta, meglio i dossi ventilati.
  • Calcare le dune: si danneggiano e rischiate sanzioni; restate sulle piste autorizzate.
  • Scordare il vento: maestrale e grecale asciugano, ma rubano cappelli e copertine. Fissate tutto.
  • Gruppi disomogenei: si decide sul più inesperto, non sul più audace.

Come organizzo io le uscite

Di base, imposto tre blocchi da 40–50 minuti di sella con soste di 10. Allungo solo se il fondo è pulito e il gruppo reagisce bene. In prossimità di masserie amiche, anticipo la pausa: pane caldo, olio nuovo, qualche oliva schiacciata e via. Le serate migliori le chiudo con un’ora di musica popolare: chitarra battente, tamburello e ballo sotto il pergolato. Non serve palco: la magia è nelle mani e nel ritmo.

Per la sicurezza mi coordino sempre con chi gestisce il bestiame: avviso il passaggio con un giorno di anticipo, evito orari di movimentazione mandrie e chiudo i cancelli esattamente come li trovo. Piccole attenzioni che mantengono buoni rapporti e aprono porte la volta dopo.

Quando venire e con chi

Primavera e autunno sono le stagioni re: fioriture nell’entroterra e cieli trasparenti sulle coste. L’inverno regala giornate terse e spiagge vuote, ma serve coperta vento in sella. In estate, puntate alle prime luci e alle zone interne alberate. Se siete alle prime armi, affiancatevi a guide locali: conoscono fonti d’acqua, passaggi tra muretti e piccole varianti che trasformano una cavalcata qualunque in una storia da raccontare.

Il rispetto che fa strada

Il Gargano ripaga chi lo tratta bene. Sul sentiero, lasciamo meno tracce possibili: niente rifiuti, rumori contenuti, cavallo sempre sotto controllo. Davanti ai mucchi di pietre o alle tracce delle vecchie carbonaie, fermiamoci un minuto a leggere il paesaggio: lì c’è la fatica di chi ha abitato queste terre, e il motivo per cui ancora oggi ci piace attraversarle al passo, senza fretta.

Se vi serve una mano a cucire su misura percorso, sosta tipica e magari una serata a ballo in masseria, scrivetemi: sul campo ci sono ogni settimana, e il bello del Gargano è che sa sorprendere ogni volta, anche chi lo chiama casa.

Damiano Ciavarella

Originario di San Giovanni Rotondo, Damiano lavora come organizzatore di eventi turistici nelle masserie del Gargano. Offre uno sguardo sulle tradizioni dell’accoglienza, descrivendo esperienze tra musica popolare, prodotti tipici e festa nei piccoli paesi.